martedì 2 luglio 2013

PLATONE SIMPOSIO

In buono stato, copertina morbida con alette, peso gr. 150 pagg 108
Se esiste il testo sull’amore nella nostra civiltà, a cui ogni testo successivo non può che ricondursi, questo è il Simposio, il dialogo di Platone che più di ogni altro ha mantenuto intatto il fiore della gioventù e ci si offre naturalmente non già come una disputa filosofica, ma come una lunga conversazione - forse la più bella conversazione della letteratura - fra spiriti eccellenti (oltre a Socrate, il suo grande avversario Aristofane e il bellissimo Alcibiade) che, uno dopo l’altro, prendono la parola e raccontano di una potenza inesauribile: Eros. C’è chi dice che sia il dio più antico, altri invece sostiene che è il dio più giovane, altri che è un grande demone. A tutti esso appare meraviglioso fra gli uomini e gli dei. Le due forme di Afrodite, il mito dell’androgino, le origini dell’antichissimo desiderio di fare, di due, uno e così di guarire la natura umana, la morbidezza e l’ asprezza dell’amore, la natura del desiderio: con articolazione sottilissima, attraverso le varie voci, Platone tocca tutti i punti sensibili dell’eros e infine affida a una vera iniziatrice ai misteri d’amore, Diotima, il compito di schiuderne i segreti ultimi. E qui, come pure nell’ultima, trascinante apparizione di Alcibiade, diventano espliciti, forse più di altre volte in Platone, i riferimenti alla sapienza e all’ enigma. Anche per questo, dunque, Giorgio Colli è stato interprete profondamente congeniale di questo testo, in cui risuonano, limpidi e misteriosi, alcuni temi che sono stati centrali per la sua interpretazione del mondo greco. 
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